Lo potrebbe fare come banale esercizio di stile: "hey, leggete qui quanto sono bravo", oppure come affermazione della propria esistenza: cogito ergo sum. Potrebbe volerlo fare con fini divulgativi, pedagogici, filantropici (vi regalo perle di saggezza dal mio repertorio), per noia o per passione, per motivi politici o per scopi umanitari. Per lasciare traccia di sè, per raccogliere le memorie, oppure solo per prurito...
Già, la voglia sopita di avere qualcosa da dire che si incontra con la possibilità concreta di poterlo fare. Senza censure, veli o convenzioni. Scrivere perché si. A quel punto la sensazione diventa qualcosa di più tangibile e concreto. Diventa una necessità.

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